Di fronte alla scelta sempre più ampia di gadget per le previsioni meteo mi domando spesso se qualcuno si chieda mai ‘cosa ci sta dietro?’. Con la stagione estiva alle porte e la crescente fiducia nelle app che promettono previsioni accurate con risoluzioni altissime, sarebbe interessante capire quanti utenti vadano oltre la veste grafica accattivante e l’entusiasmo per il nuovo acquisto.

 

I modelli meteorologici che stanno dietro a freccette, mappe colorate e nuvolette sono strumenti potenti e complessi che vanno compresi, almeno nelle loro caratteristiche principali, per evitare di incorrere in amare delusioni.

Quello che funziona molto bene per una traversata dell’oceano non va bene per la navigazione costiera e viceversa. Di caratteristiche come la risoluzione, sia spaziale che temporale, del modello ne ho già parlato in varie occasioni: oggi vorrei sollecitarvi ad approfondire altri aspetti.

Un modello matematico di previsione atmosferica e’, in estrema sintesi, un programma che risolve un certo numero di equazioni (differenziali, in più variabili) e fornisce come soluzioni l’andamento nello spazio e nel tempo di alcune variabili come pressione, temperatura, ecc.

 

In molti casi si tratta di file liberamente scaricabili da internet che, tuttavia, necessitano di hardware piuttosto potenti e di continua supervisione per funzionare a dovere. La cosiddetta inizializzazione, che dovrebbe avvenire un paio di volte al giorno, consiste nel fornire al modello le condizioni iniziali dell’atmosfera: la ‘fotografia’ della zona su cui saranno effettuate le previsioni. Si tratta di un insieme di osservazioni dalla cui qualità dipenderà l’affidabilità delle informazioni elaborate. Si tratta di dati molto complessi e spesso a pagamento.

Un modello ben inizializzato e’ già qualcosa, ma se non viene ‘calibrato’ correttamente sulla regione entro la quale dovra’ operare stiamo solo perdendo tempo. Si tratta di fornire le informazioni, ad esempio, sulle caratteristiche fisiche del territorio, così da consentire, sempre a titolo di esempio, di cogliere alcuni degli effetti orografici che influenzano la circolazione del vento a 10 metri.

Cosa sappiamo esattamente dei modelli che utilizziamo per le nostre previsioni home made? Si tratta di informazioni importanti se le usiamo, per esempio, per decidere o meno di partire.

Ecco alcune domande che dovremmo porci e, magari, porre ai nostri fornitori di dati meteorologici:

 

– Quale modello matematico viene usato e, sopratutto, che risoluzione (spaziale e temporale) ha?

– Quante volte viene fatto girare in un giorno?

– Dove vengono prese le condizioni iniziali ?

– Ci sono dati disponibili relativamente alla verifica delle previsioni?

 

Nel prossimo articolo vedremo le risposte possibili e le relative implicazioni.

 

Paolo Andrea Gemelli

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