Come abbiamo anticipato la settimana scorsa, proseguiamo le considerazioni sull’uso della carta sinottica approfondendo il metodo di previsione del vento. Tutti i ragionamenti che faremo saranno validi, tanto per le carte sinottiche di analisi, quanto per quelle di previsione.

Prima di vedere un esempio pratico ricordiamo due principi che ci saranno utili:

  • nell’emisfero nord il vento gira in senso antiorario intorno alle basse pressioni (orario intorno alle alte);
  • in mare non si commette un errore eccessivamente grande considerando la direzione del vento parallela alle isobare.

Su quest’ultimo punto i puristi inorridiranno ma lo scopo di queste righe è di fornire lo strumento per l’analisi qualitativa delle condizioni meteo e non per previsioni accuratissime.

Prima di tutto guardiamo la carta sinottica di oggi:

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Analisi al suolo relativa alle 06 GMT – Met Office

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Previsione vento a 10m per le 06 GMT – Consorzio LaMMA

Proviamo a fare una stima del vento in prossimità della Costa Azzurra. Le operazioni da fare sono le seguenti:

  • valutare quali isobare interessano la zona, la 1000 hPa e la 1004 hPa nel nostro caso;
  • prenderne la distanza;
  • riportare la distanza sulla scala del vento geostrofico (Geostrophic wind scale), riportata in alto a sinistra sulla carta, in corrispondenza della latitudine (circa 44°)
  • L’intensità del vento in nodi si leggerà in corrispondenza della relativa curva, nel nostro caso qualcosa di più di 25 nodi.

Cosa possiamo dire della direzione? Ricordando quello che abbiamo detto sulla rotazione del vento intorno alle basse pressioni, non sarà difficile dedurre la provenienza da NW.

La nostra valutazione sarà quindi di vento da NW forza 5-6 (scala Beaufort). Quanto ci siamo allontanati dalla realtà?

Confrontando la nostra valutazione con il campo di vento previsto per la stessa ora (le 06 GMT) i dati sono piuttosto vicini.

Ci sono vari altri fattori che influiscono sull’intensità e la direzione del vento misurato a bordo, ne cito solo alcuni: l’orografia, la stabilità dell’atmosfera, l’altezza dell’anemometro sul livello del mare.

La prossima settimana parleremo dell’uso delle carte in quota. Buona lettura!

Paolo Andrea Gemelli

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