Quando il tempo è instabile e la stagione è diversa da come era attesa, l’attenzione si sposta sulle performance delle previsioni meteo. Senza negare a nessuno il diritto al mugugno (più che consolidato a Genova), è necessario comprendere che anche le previsioni sono strumenti con dei limiti e come tali vanno trattate.

L’informazione meteo per chi va in mare è quella dei bollettini (Meteomar, Météo France, ecc..) tutto il resto (cartine scaricate da internet, grib files, app per smartphone ecc…) rappresenta un divertente passatempo ma non deve essere utilizzato per la navigazione. 

I bollettini sono un prodotto realizzato da professionisti che basano le previsioni su modelli numerici, osservazioni, e una consolidata esperienza professionale che non può essere sostituita da una app o un sito internet. Consultare le carte scaricate da internet senza la necessaria preparazione alle spalle (che prevede lunghi e impegnativi esami universitari) rischia di portare a conclusioni pericolosamente errate. Il fai da te del meteo, insomma,  è un passatempo che deve rimanere confinato alla sua corretta dimensione. Quando si naviga dobbiamo basare le nostre decisioni su fonti attendibili.

Molto spesso la replica a considerazioni di questo tipo è che “i bollettini sbagliano … “. Può essere, l’errore è umano, tuttavia è più probabile che l’errore affligga la previsione fai da te che quella fatta da un professionista. Fatte queste premesse consideriamo la fonte ufficiale italiana per la navigazione marittima: il bollettino Meteomar emesso dall’Aeronautica Militare.

Il bollettino è suddiviso in tre parti principali: avvisi, situazione e previsione.

Per quanto riguarda gli avvisi non ci sono molti commenti da fare, la situazione invece si presta a qualche spunto. Abituarsi a leggere o ascoltare con attenzione la descrizione della situazione osservata, riportando le informazioni graficamente su un foglio di carta, ci consente di capire quello che sta succedendo intorno e collocare nel modo migliore le informazioni fornite dalle previsioni.

Chiunque si mette al comando di una imbarcazione ha (o dovrebbe avere) una discreta preparazione per quanto riguarda gli elementi base della meteorologia marina e dovrebbe essere in grado di interpretare le informazioni fornite dal bollettino.

Un esempio: la situazione descrive un’area di alta pressione che si affaccia dall’Atlantico sul Mediterraneo e un fronte freddo in transito dalla Francia verso est. La previsione sul Mar Ligure darà vento da SW e moto ondoso in aumento. Che fare, trovandosi lungo costa, nel ponente ligure, di fronte a un vento teso da NE ?

L’ennesima cantonata? No.

Per ovvie ragioni, il bollettino deve sintetizzare con un valore (SW in questo caso) la direzione del vento più significativo in una certa zona lasciando alla competenza (che chi va in mare è tenuto ad avere) di chi legge i necessari aggiustamenti.

Tornando all’esempio, la situazione descritta è una delle più classiche del Mediterraneo: il Mistral. Sul Mar Ligure questo vento assume direzione SW al largo, ma molto spesso lungo la costa del ponente si ha una rotazione a NE per effetto di una piccola depressione secondaria che si crea in queste circostanze tra Liguria e Corsica.

Come capire però da bordo se sta davvero succedendo tutto questo? Con gli strumenti che abbiamo: indicatore del vento,  barometro e giornale di bordo. Abituandoci ad annotare ogni tre ore gli elementi del vento (intensità e direzione) e il valore del barometro lungo la rotta saremo in grado di capire  se ci troviamo in prossimità di una depressione oppure no.

Si tratta solo di un esempio, ma rappresenta bene la realtà.

Riassumendo: per essere in grado di condurre al meglio la propria navigazione meteorologica i consigli sono:

  • curare al massimo la propria preparazione nautica;
  • ascoltare il bollettino ufficiale della zona;
  • annotare ogni tre ore gli elementi del vento e il valore della pressione atmosferica lungo la rotta;
  • ragionare sulla situazione meteo generale descritta dal bollettino e pesare di conseguenza le previsioni fornite.

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