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Andrea Mura si lancia sulla Ostar: la madrina di tutte le regate transoceaniche. Un evento che lo skipper sardo conosce molto bene, infatti Mura si è già portato a casa l’edizione 2013 della Ostar, l’ultima disputatasi vista la frequenza quadriennale della competizione.

Questa regata in solitario, per alcuni la più dura in assoluto, è una vera sfida di resistenza: contro vento, contro corrente, con temperature polari. Lo start è fissato per il prossimo 29 maggio a Plymouth, nel sud-ovest dell’Inghilterra, e si concluderà a Newport, negli Usa. Una sfida davvero ardua, tant’è che Andrea Mura aveva giurato a più riprese di non volersi più lanciare in una (dis)avventura del genere ma la sua sana follia e il desiderio di difendere il titolo lo hanno spinto a rimangiarsi tutto. L’edizione 2013 era durata venti giorni: chissà se anche questa volta sarà la barca italiana a tagliare per prima il traguardo?

Andrea Mura difende il titolo alla Ostar. Ecco qualche informazione in più su questo storico evento!

La prima edizione si svolge nel 1960, sarà Sir Francis Chichester con il suo Gipsy Moth III a tagliare per primo (su cinque contendenti) il traguardo di New York dopo 40 giorni di navigazione.

Andrea Mura, come detto, affronta la Ostar dopo il successo del 2013, una regata tanto dura quanto affascinante. Diverse le tratte percorribili per tagliare il traguardo, la più breve è la rotta ortodromica. Si tratta di 2810 miglia complessive con passaggio obbligato a nord: una lotta perenne contro il freddo, l’umidità e la nebbia dei banchi di Terranova e con il rischio di incontrare gli iceberg.

La rotta lossodromica taglia invece tutti i meridiani con gli angoli uguali per un percorso complessivo di 2920 miglia, infine la via delle Azzorre che è quella più lunga (3000 miglia) ma anche la più tranquilla. Quale la strada che sceglierà Andrea Mura per bissare il successo alla Ostar?

Fonti foto e news: SardiniaPost.it, Ansa.it.

Paolo Bellosta