Una panoramica della sede nautica dello Ycht Club 'Duca degli Abruzzi' di Genova

Venerdì 17 marzo i 15 membri della direzione generale dello Yacht Club “Duca degli Abruzzi” sono chiamati a eleggere un nuovo presidente o a confermare quello attuale, Carlo Croce. Per la sesta volta consecutiva Croce ha ottenuto il numero più altro dei voti tra i candidati alle elezioni per il consiglio direttivo (248 su 1200 soci) ma la sua rielezione potrebbe non essere così scontata. Infatti, come riporta Il Secolo XIX, per la prima volta nella storia dello Yacht Club, fondato a Genova nel 1879, il candidato alla presidenza potrebbe non essere eletto per acclamazione.

Grazie al notevole credito di cui gode all’interno del consiglio direttivo Nicolò Reggio (215 voti) viene indicato da molti come possibile alternativa a Croce, mentre al momento appare più defilato Matteo Berlinghieri pur avendo conquistato ben 234 voti.

Lo Yacht Club, che attualmente annovera circa 1200 soci e nel 2015 ha celebrato il suo 136° anniversario, doveva essere ‘vittima‘ del maxi tombamento previsto dal progetto Blueprint di Renzo Piano ma il riempimento del porticciolo è stato ora archiviato.

Carlo Croce, presidente del club dal 9 gennaio 1997, nei giorni scorsi ha incontrato a Palazzo San Giorgio il neo presidente dell’Autorità Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini: Il grande progetto del Blueprint -ha spiegato Signorini- prevedeva il tombamento integrale dell’area antistante lo Yacht Club e la riqualificazione dell’area di Molo Giano, ora invece immaginiamo di lasciare lo specchio acqueo, aumentando però lo spazio di banchina dove operano già le riparazioni navali e realizzando un nuovo accosto”.

Un progetto contrastato da molti, in primis proprio dallo storico Yacht Club che avrebbe dovuto rinunciare a molti degli spazi che attualmente occupa. “Le azioni di opposizione al tombamento esercitate in questi anni dallo Yacht Club Italiano e dagli altri circoli nautici – ha sottolineato Croce- hanno finalmente portato all’esito sperato e perseguitoSono contento che siamo riusciti a convincere il presidente Signorini e l’architetto Piano che chiudere il porticciolo sarebbe stato un grosso errore. Errore che avrebbe causato la perdita d’identità delle associazioni a tutto svantaggio dei loro soci tutti e degli atleti”.