Maximiliano ricci con il pescato

La Bolognese è una tecnica nata per la pesca di branzini e orate dalla scogliera e dalle spiagge ma negli ultimi tempi ha preso piede anche dalla barca per la maggior varietà di prede che si possono insidiare e per le attrezzature sempre più light che andremo a impiegare. Durante il periodo invernale si avvicinano sottocosta diverse tipologie di sparidi come pagelli, orate, saraghi, occhiate e mormore. Andremo a ricercarli su una profondità che varia dai 20 ai 25 mt con fondale in prevalenza roccioso, utilizzando come esca il bigatino (o larva carnaria).

L’attrezzatura per la Bolognese

La canna dovrà essere di una lunghezza variabile dai 5 ai 6 mt e possibilmente in carbonio leggero, perché per questa tecnica andrà tenuta costantemente in mano e non a riposo nel portacanne. Per il mulinello andrà benissimo uno compreso tra il 3000 o 4000 con imbobinato uno fluorine morbido da 0,16 o 0,18. Uno dei punti cruciali sarà l’uso del pasturatore piombato (o feeder) che andrà a determinare l’azione di pesca.

schema tecnica pesca bolognese

Un pratico schema per capire come sistemare al meglio la lenza per pescare con la tecnica Bolognese

L’allestimento dell’attrezzatura

In base alla corrente e al fondale andremo a scegliere la grammatura del galleggiante da montare che tareremo sul peso del pasturatore usato. Di solito si utilizza un galleggiante da 20 gr ed un pasturatore piombato da 15 gr (che riempiremo di bigatini). In commercio è possibile trovarne con piombi intercambiabili. Fisseremo prima uno stopper scorrevole sulla lenza madre da collocare alla profondità decisa, poi monteremo il galleggiante, una perlina di gomma, il nostro pasturatore, un’altra perlina di gomma ed una girella, a cui collegheremo il finale dello 0,14 di circa 3 mt. Montando un amo dello 0,12 andremo a caricare il pasturatore di bigatini e ne innescheremo 3 sull’amo.

L’azione di pesca

Una volta deciso lo spot di pesca ci ancoreremo in quella posizione. Con un piombo sull’amo andremo a sondare il fondo in modo da tarare lo stopper 1 metro sopra di esso. Caricato il pasturatore di bigatini innescheremo e caleremo. Il vento e la corrente allontaneranno il nostro galleggiante e daremo filo per farlo arrivare anche a 20 o 30 mt dalla barca, avendo però l’accortezza di tenere la lenza sempre in tensione con la canna in mano. Non appena vedremo il galleggiante affondare deciso daremo una ferrata secca , cercheremo di gestire il pesce con la frizione non forzando il recupero perché avendo lenze sottili c’è un alto rischio di strappo. Una volta intravisto il pesce sotto la barca è fortemente consigliato utilizzare il retino, perchè anche pesci di media piccola taglia potrebbero rompere la lenza al momento dell’imbarco.

Maximiliano Ricci (direttore sportivo Top Angler’s)
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