Proprio quando il meteo consiglia di restare a casa, accendere il camino e preparare una minestra calda, il pescatore di spigole prepara la sua attrezzatura, indossa l’abbigliamento tecnico invernale ed esce a caccia della regina.

Le pertubazione invernali più intense infatti sono il teatro migliore per la pesca alla spigola, sia che proviamo a insidiare la regina dell’inverno in porto, da una scogliera o dalla spiaggia. La tecnica che andremo ad analizzare oggi è quella che ci consente di andare in pesca anche in condizioni di mare molto mosso, proibitive per la maggior parte delle tecniche di pesca sportiva: lo spinning.

Il vero spinning invernale alla spigola va infatti praticato, con speranza di successo, in condizioni di mare mosso e molta schiuma. La spigola infatti entra in frenesia da caccia proprio durante le pertubazioni, quando il moto ondoso rende l’acqua a ridosso dei porti o delle scogliere torbida e con una visibilità ridotta.

Attrezzatura ed esche

Possiamo optare per una canna in carbonio, possibilmente monopezzo, non inferiore ai due metri di lunghezza e ai 30 grammi di potenza. Da accoppiare a un buon mulinello che possa contenere almeno 150 metri di 0.25.

Come esche artificiali avremo l’imbarazzo della scelta: codine siliconiche, minnow, piccoli Jig metallici, possiamo variare forme, assetto, materiale e colorazioni delle esche in maniera da avere un’ampia possibilità di scelta.

Tecnica e condizioni

Iniziamo con un consiglio alla prudenza: dato che le condizioni ideali per la spigola sono di mare moso e pertubazione, è consigliabile non andare a pescare da soli ma sempre almeno con un amico. La pesca dalla sogliera con onda è infatti da esperti data la sua pericolosità, ed è meglio sempre avere una persona nelle vicinanze in caso di emergenza.

Le condizioni ideali sono quelle in cui l’onda batte sulla costa e i primi 10 metri dagli scogli sono caratterizzati dalla schiuma. Lanciando oltre e attraversando la risacca avremo la possibilità di trovare la regina in agguato.