giovedì 14 giugno, 2012
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Musica, film e immagini: la Giraglia ve la raccontiamo così! FOTO & VIDEO

Giraglia, nostalgia canaglia, canterebbe Al Bano. La regina delle regate in Mediterraneo, al sessantesimo replay, è tornata al suo antico splendore, quando più che una competizione, era un’avventura di uomini e marinai. Eolo ha picchiato duro, sia nei giorni di costiere che nella “lunga”, 242 miglia sulla rotta Saint Tropez-Formigue-Giraglia-Sanremo. Non vi parleremo di classifiche, e nemmeno del primato di “Esimit Europa 2″ di Igor Simcic, che ha completato il percorso in meno di 15 ore. Ecco il nostro racconto fotografico di quella che verrà ricordata a lungo come la “regata dei record”, fatta di rotture, mare grosso e vento forte.

 

1° GIORNO. RESISTENZA! – La canzone a cui facciamo riferimento per descrivere il primo giorno di regate è “Fischia il Vento”, tradizionale canto della resistenza scritto, sulle note della canzone russa “Katyusha”, dal medico imperiese Felice Cascioni nel 1943. La bufera, in effetti, è infuriata: il mistral tocca punte di 40 nodi e vengono mietute le prime vittime. L’albero del J-109 “Fremito d’Arja” del genovese Marcello De Gasperi non regge e si spezza in due. Purtroppo è solo il primo di tanti episodi simili che caratterizzeranno la manifestazione.

2° GIORNO. WIM WENDERS – Il cielo è azzurro sopra Saint Tropez, parafrasando il titolo di un film di Wim Wenders. Il sole rende meno amara l’ennesima sventolata che si abbatte sui concorrenti: si spanciano fiocchi, si rompono rande ma non si assiste ad incidenti gravi come quello del primo giorno. Abbiamo utilizzato un incipit cinematografico per descrivere la seconda giornata, chiudiamo a tema con il video delle regate del giorno.

 

 

3° GIORNO. CLOONEY E WAHLBERG – Rimaniamo al cinema: “Tempesta Perfetta” è il titolo del film di Wolfgang Petersen, con George Clooney, Mark Wahlberg e Diane Lane. Non può non venire in mente dopo la terza giornata di regate davanti a Saint Tropez, quella in cui un altro albero, quello in carbonio del Millennium 40 “Flying Cloud” di Davide Noli (YC Porto Maurizio), si spezza clamorosamente, forse per un cedimento strutturale. E sale subito la polemica: era giusto andare in mare con più di 30 nodi d’aria, a un solo giorno dalla partenza della “lunga”? Va detto che chi partecipa a una regata d’altura lo fa sotto la sua responsabilità, perché gli incidenti possono capitare a chiunque.

LA “LUNGA”. OSCAR WILDE – Ne “Il critico come artista”, Oscar Wilde sostiene che “il pensiero è meraviglioso, ma ancor più meravigliosa è l’avventura”. Come dargli torto? Dopo tanti anni di bonacce, le 242 miglia di percorso ritornano ad essere una vera avventura! Le barche partono a mezzogiorno del 13 giugno sospinte dall’ormai consueto mistral di 30 nodi: è davvero la carica dei 170 (il numero di imbarcazioni al via al netto dei ritiri nei giorni precedenti), eccitati e vogliosi di portare a termine una regata da raccontare agli amici. Per chiudere nuovamente citando Wilde, “questa tensione è insopportabile, speriamo che duri”. Altre vittime illustri in mare: il Canard 41 “Aurora” rompe l’albero, mentre il Polaris 33 “Ala Bianca” di Camillo Capozzi rompe il timone a seguito di un incidente. Potremmo definirla un’ecatombe, ma il vero marinaio storce il naso, perché le grandi regate sono andate sempre così: si partiva, forse si arrivava, vinceva chi riusciva a portare a casa la pellaccia. Giraglia, nostalgia canaglia. Ecco la lunga vista dall’obiettivo di Kurt Arrigo!

 

E.R.

 

(le prime due fotogallery sono di Liguria Nautica, riproducibili previa citazione della fonte con link attivo)

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2 Comments

  • paolo scrive:

    Confermo: i comunicati dello YCI per quanto giustamente (?) formali parlano con la freddezza di chi raconta un’operazione a cuore aperto, mentre qui è di mare e di gente di mare che si narra. BRAVI !!!

  • Fede scrive:

    Eh bravo direttore!
    Complimenti, gran bel pezzo!!