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La situazione sta degenerando e lo scioglimento dei ghiacci potrebbe aver raggiunto il punto di non ritorno, nei prossimi anni potremmo andare incontro a conseguenze irreversibili. Lo dice uno studio della Nasa che ha monitorato la situazione via satellite: l’involuzione dal 1984 fino ad oggi è emblematica.

Scioglimento dei ghiacci: il 2030 potrebbe essere l’anno cruciale

Gli ultimi rilevamenti satellitari testimoniano un netto peggioramento. Si parla di una riduzione della superficie pari al 5% rispetto al minimo storico del 2014: attualmente l’estensione complessiva dei ghiacci sarebbe di circa 11,1 km quadrati. Questo vuol dire che in un decennio si è sciolto un territorio grande cinque volte l’Italia.
Le previsioni sono nerissime e lo scioglimento dei ghiacci potrebbe diventare totale nel 2030. Questo è dovuto anche a un mutamento della superficie ghiacciata che diventando più scura, quindi meno chiara e di conseguenza meno riflettente, facilita l’assorbimento delle radiazioni solari.

Lo studio della Nasa mostra una netta diminuzione del ghiaccio più vecchio, ovvero lo strato più resistente della calotta polare artica che si sarebbe ridotto dal 20% al 3%.
“Il ghiaccio più vecchio era la polizza d’assicurazione della calotta artica. Più ne perdiamo, più la situazione diventa preoccupante”, queste le parole di Walt Meier, uno degli scienziati che si è interessato alla questione.
In sostanza lo scioglimento dei ghiacci viaggia sempre più veloce poiché, per usare una metafora, stanno venendo meno le fondamenta.

La temperatura della luminosità per monitorare lo scioglimento dei ghiacci

Gli studi recenti si appoggiano a sistemi che rilevano l’energia emessa dai ghiacci marini, parametro che tiene conto di più fattori tra cui la temperatura della superficie, la sua densità, la salinità e lo spessore dello strato nevoso sopra la calotta.
Viene misurata la cosiddetta temperatura della luminosità. I ricercatori, mediante un sistema satellitare, seguono gli spostamenti delle masse artiche, provando a documentare in maniera fedele lo scioglimento dei ghiacci e a fare previsioni sempre più vicine alla realtà.
“Seguiamo il ghiaccio mentre si muove, fino a quando si scioglie o esce dall’Artico. Ogni anno il suo spessore si assottiglia sempre più ed entro il 2030 potremmo assistere a un azzeramento della calotta polare artica“, questo il monito lanciato da Meier.

Il ghiaccio non ha solo perso spessore ma è anche diventato più giovane, ciò vuol dire che il suo scioglimento diventa sempre più probabile. Le immagini dal satellite parlano da sole, come pure il video che mostra l’evoluzione della calotta polare dal 1984 ad oggi. Immagini emblematiche.

Paolo Bellosta