Esportare la dolce vita: La nautica è un'eccellenza nel Made in Italy

E’ stata presentata il 9 maggio al Museo della Culture di Milano l’edizione 2017 di “Esportare la dolce vita”, pubblicazione annuale del Centro Studi di Confindustria e Prometeia, realizzata con la collaborazione di Istat ed il contributo di FederlegnoArredo, UCINA Confindustria Nautica, Confindustria Alberghi, Federalimentare, Federorafi, Sistema Moda Italia, Assocalzaturifici e ANFAO, con l’intento di aiutare le imprese del “bello e ben fatto” italiano (BBF) a orientare le strategie di penetrazione nei mercati esteri.

Il rapporto 2017 prevede una potenziale di crescita del 20% nei prossimi 6 anni per i prodotti BBF e considera il “prodotto” barca e la nautica da diporto, esempio di eccellenza dell’export del made in Italy negli USA, elementi trainanti per molti altri settori.

“Il prodotto barca -ha sottolineato Carla Demaria, presidente di UCINA- è unico e rappresenta una vera e propria ‘vetrina mobile’ in grado di veicolare nel mondo una grande varietà di prodotti del BBF come il design e lo stile del made in Italy, la tecnologia, gli arredi, gli elementi tessili e gli accessori.  Leader in Europa e nel mondo, il settore della nautica made in Italy assume perciò -ha concluso Demaria- un ruolo di rilievo strategico per la diffusione del ‘bello e ben fatto’ a livello globale”.

L’Italia è primo esportatore mondiale della cantieristica nautica con una percentuale del 16,6% dell’export globale (equivalente a 1,9 miliardi di euro), seguita da Olanda, Stati Uniti e Germania. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al mondo per l’export di unità da diporto e costituiscono quindi il terreno ideale per sviluppare la vetrina del BBF a vela e a motore.

L’evento di presentazione del rapporto “Esportare la dolce vita”, aperto da Licia Mattioli, vice presidente di Confindustria per l’internazionalizzazione, ha visto la partecipazione di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, che ha delineato il bilancio del piano made in Italy nel mondo e negli USA con un invito esplicito a politica, stampa e imprenditori a fare sistema per consentire ai prodotti italiani di crescere sui mercati mondiali.