Che gli AC 45 assicurassero adrenalina a gogò era un fatto assodato, e anche nel mare di Napoli non ci sono state eccezioni, già dalla prima giornata. Passata la boa di bolina questi velocissimi catamarani devono poggiare per mettersi al lasco: quello è il momento più critico, soprattutto in condizioni di vento forte, come oggi. La barca in questi casi accelera improvvisamente, e se il timoniere non valuta attentamente il moto dell’onda, lo scafo rischia di “impuntarsi” e scuffiare.
Questo è quanto è accaduto al team svedese di Artemis, capitanato nientepopodimeno che da Paul Cayard: fortunatamente – per noi appassionati amanti dello spettacolo – era ben appostato Carlo Borlenghi, uno dei più grandi fotografi di vela, che ci ha regalato questa incredibile sequenza.
E.R.
GUARDA CHE SPETTACOLO LA SCUFFIA DI ARTEMIS (foto di Luna Rossa / Carlo Borlenghi)
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Mi fa piacere questo punto di vista, che è di fatto smentito dalla ricerca avviata proprio dai monoscafi di coppa america, il passaggio epocale dai 12m s.i. agli iacc, non ha fatto altro che confermare che quelle barche , i 12m s.i. erano lente e non erano al passo con i tempi.
Non dimentichiamo che lo sviluppo ingegneristico dei multi è molto giovane e ha preso il via con l’avvento dei materiali compositi di cui le barche, da molto più tempo ne avevano sfruttato i vantaggi. La navigazione di cui parla il sig. Martino è una navigazione romantica che sposa solo in parte quei principi di ricerca ed esasperazione che la navigazione sportiva ora esprime.
Solo un dato 45 giorni per compiere il giro del mondo senza scalo compiuto da Loich Peiron su di un trimarano: semplicemente eccezionale.
Sono in disaccordo con quanto scritto dal sig. Mauro Fassina, opinione che posso sicuramente comprendere ma non condividere. Trovo che i multiscafi, dal punto di vista estetico e stilistico, non abbiano alcun fascino se confrontati con i monoscafi, unici ed inimitabili mezzi per andare a vela. La ricerca della massima velocità a tutti costi e di limiti sempre maggiori secondo me va proprio contro i sani principi del navigare a vela, che professa la maggior parte di chi vive questo magico mondo. Le pieghe, la velocità vertiginosa e la ricerca ingegneristica lasciamoli alla Moto GP o alla Formula Uno…
Chi si accontentava degli iacc monoscafi, forse belli da vedere, ma decisamente poco maneggevoli e fragili, con queste barche certamente lo spettacolo è diverso.
Missili sull’acqua, da capire se le prossimi multi saranno altrettanto spettacolari, le dimensioni potrebbero anche penalizzare, la logica è sempre la solita sapere da che parte andare il più velocemente possibile. Luna Rossa forse ha un poco snobbato questi multiscafi un tipo di imbarcazioni che hanno una filosofia tutta diversa dai mono. Ne stanno pagando le conseguenze. A velocità fotonica un errore lo paghi molto più caro che con barche lente come gli iacc. La scuffia è sempre dietro l’angolo, e fa piacere vederle, da il senso di come si danzi sul filo dell’equilibrio dinamico tra la spinta della vele e la velocità espressa, cosa difficile da capire con i baracconi precedenti. VIVA I MULTISCAFI.